cammino e scrivo

Cammino e scrivo

Cammino e scrivo, scrivo e cammino. Mi chiamo Fabrizio, ho 54 anni e vivo a San Lazzaro da 8 anni e 3 mesi.
All’inizio camminavo per stare in compagnia, poi mi sono dovuto abituare a camminare da solo. Sono diventato un tipo solitario anche se non mi piace. Per questo scrivo.
Si è vero divulgo i miei racconti, riflessioni e scritti vari grazie alla tecnologia, al mio smartphone esercitando metodicamente il copia e incolla per poi condividere su WhatsApp, Messenger, Facebook ed email.
Scusate ritorniamo alla domanda: perché scrivo?
Scrivere permette alla mia interiorità di materializzarsi sul foglio, con l’aiuto di parole e dona forma e sostanza ai ricordi e ai pensieri intrisi di vissuti e emozioni. Ed è proprio grazie alla scrittura che i miei ricordi più intimi si liberano, a volte scoprono dimensioni differenti. Ci si può addirittura meravigliare perché la penna ti porta in luoghi della tua anima che non potresti visitare se non attraverso la pratica silenziosa e solitaria della scrittura autobiografica. In effetti è come un film sulla mia vita. Spesso mi sembra di non avere nient’altro che questo in quella che posso definire ormai una “prigionia”.
Ritorniamo alla domanda: come mi sento?
Mi sento una Ferrari ingrippata.
Questa storia che ho scritto nel 2017 viene fuori da un sogno.
Ecco qua – come direbbe Totò! – sto andando una mattina presto, ovvero all’ora di punta per chi deve andare a lavorare in auto, a prendere il giornale, a piedi.
L’edicola si trova vicino alla rotatoria dell’Albera; c’è una lunga colonna di auto che comincia proprio dallo stop di via Pecori Giraldi per entrare in rotatoria.
Ferma allo stop c’è una Ferrari. L’auto non parte più e blocca la carreggiata stretta. Alla guida una persona anziana: la Ferrari è ingrippata perché stava andando troppo piano vista la notevole cilindrata.
Gli automobilisti fermi iniziano ad innervosirsi mentre l’anziano è in chiara difficoltà. Io rimango a guardare: arrivano i vigili, portano via l’auto con il carro attrezzi e fanno una multa al povero anziano.
Vedete questo sogno rappresenta la mia vita: il mio corpo è una bellissima Ferrari, il mio cervello è un anziano che guida lentamente.
Ho passato tutta la mia vita andando molto piano o addirittura rimanendo fermo invece di correre, mentre tutti gli altri andavano avanti e non potevano aspettarmi.
Ma, appunto, il problema non dipende dall’auto, ma da chi la guidava – la mente.
Nelle mie lunghe camminate quasi quotidiane e nei rari incontri di gruppo vedo il mondo. E’ ancora bellissimo. Fuori poi non ci sono solo case, strade, autoveicoli, negozi, etc… c’è anche la natura. La natura è per me un discorso di fede, rappresenta il creato opera dell’Amore del Padre Eterno. Va rispettata e amata in tutte le sue forme.
Sentire ogni mattina alle 5 cantare gli uccellini che salutano il nuovo giorno e ti dicono così “Buongiorno, ben svegliato”. Un bellissimo gattino nero con macchie marroni sul pelo intento a cacciare che però si lascia dolcemente accarezzare un sabato pomeriggio.
Mi direte cosa conta questo con la speranza? Io rispondo TUTTO.