san felice fermata autobus

Dolcetti cinesi alla fermata dell’autobus

Sabato mattina sono andata a trovare nonna assieme a mio papà. È sempre contenta di vederci, soprattutto ora che ha 81 anni e non esce più così spesso. Mia nonna Lucia è la più piccola di cinque sorelle e da sempre vive in Corso San Felice.
Colgo sempre una sottile nota di tristezza mista a rammarico quando ripensa alla sua infanzia… nonna ha fatto solo i primi due o tre anni delle elementari perché poi ha avuto un problema ad un occhio e ha dovuto operarsi. L’intervento le ha lasciato strascichi per molto tempo… aveva emicranie molto frequenti “un dolore lancinante… e non riuscivo a fare più niente. Dovevo mettermi in camera, sdraiata al buio, cercare di stare calma e provare a dormire… se e quando ci riuscivo. Purtroppo la scuola non l’ho mai finita; sono state le mie sorelle che mi hanno insegnato a scrivere e leggere bene”. Non ha ricordi di cosa facesse da giovane per divertirsi e questo probabilmente la dice lunga su come se la passasse con quei dolori.
Nonna ha sempre lavorato in casa come sarta e quando ha incontrato mio nonno hanno deciso di continuare a vivere in questa zona perché si trovavano bene.
Mi ha detto “è stato un bene per me, Anna, abitare in un posto così vicino al centro. Anche se tuo nonno è mancato presto, io ho potuto spostarmi sempre… arrivavo in centro, in autobus o a piedi, e potevo fare tutto quello che volevo. E poi conoscevo un sacco di persone diverse ogni giorno!”.
Mi fa sorridere e intenerire questo lato social di nonna, come se da adulta avesse recuperato tutte le chiacchierate, cene, cinema e spettacoli teatrali che da ragazzina si è persa per colpa dell’emicrania. Ed è stato probabilmente in risposta al mio sorriso che nonna se ne esce con questa storia “una mattina stavo aspettando l’autobus e si avvicina una signora straniera. Può essere che fosse stata cinese, non sono sicura, comunque il volto era orientale. Era un po’ agitata perché non riusciva a capire gli orari delle corse e io gliel’ho insegnato. Quando ha capito è stata così contenta che per ringraziarmi mi ha regalato dei dolcetti, tipo delle pastine. Erano buonissimi, davvero e non li ho più trovati uguali da nessuna parte”.
Io e papà ci siamo guardati sorpresi. Di questo dolce incontro alla fermata dell’autobus non sapevamo nulla. E così da sabato scorso ho nel cuore anche questa immagine di nonna Lucia che da chissà quanto perlustra le pasticcerie del centro alla ricerca di quei dolcetti misteriosi.