club16

Vietato baucare

“Perchè se magna!” lo dicono in coro i partecipanti del Club 16:00 quando gli chiediamo il perché del loro nome. 16:00 è l’orario della famigerata merenda che mette d’accordo un po’ tutti. Bevono il the su tazze in ceramica personalizzate e sgranocchiano qualcosa. Fanno dell’ironia fingendo di mangiare torte di compleanno promesse e mai arrivate… perché al Club 16:00 ci si dice tutto, ci si prende amorevolmente in giro come si fa in una famiglia e soprattutto… è vietato baucare!

Sostantivo
Bauco m (bauca f; plurale bauchi m, bauche f)

  1. bacucco, rincitrullito, rimbecillito.

Intransitivo
Baucare

  1. Questo verbo serve per dire esplicitamente che qualcuno ha (o avrà, o avrebbe, etc.) finto deliberatamente di essere bacucco, rincitrullito, rimbecillito allo scopo di evitare compiti o richieste poco gradite.

C’è chi dice che i maschi baucano più delle femmine, chi dice il contrario. Quello che è certo è che quando si tratta di preparare l’occorrente per la merenda e sparecchiare c’è un bauccamento generale, ad eccezione di Flavio “lui si che è bravo… non era il suo compito ma ha detto che gli piace e quindi fa tutto lui” (n.d.r. gli intervistatori rilevano la totale scomparsa di sintomatologia bauca al momento del pasto accompagnata da un picco di attenzione e vigilanza rispetto alle porzioni somministrate).
Ma andando avanti con le chiacchiere capiamo che Club 16:00 è più di una merenda: è un giornalino curato da tutti i soci, è una bacheca di tappi di sughero che ha richiesto mesi di paziente lavoro, è il tempo dedicato a cercare posti da visitare e attività da fare in autonomia, è giocare a bocce nei parchi di San Lazzaro immaginando di essere in spiaggia, è libertà, è amicizia… è un “passatempo” dicono Flavio e Davide con aria sorniona.
“Il nostro logo è un’altalena basculante: a sinistra ci sono tre omini e a destra uno che salta con le braccia in alto. Club 16:00 il gusto di stare assieme. Quello da solo salta perché si sente più leggero!” ci dice Federico.
Il gruppo ha 14 anni; 14 sono stati i mesi che Federico, Daniele, Glenda, Emily, Franco, Cristina, Giovanni, Serena, Davide, Francesco, Cinzia, Flavio, Claudio, Fabrizia, Marilena, Simone, Mariacristina e Claudia hanno atteso prima di potersi incontrare nuovamente di persona a causa del Covid. Certo, si sono incontrati sulle piattaforme online ma tutti sono concordi nel dire che non è la stessa cosa. “Di Flavio vedevamo solo i piedi ad un certo punto” dice qualcuno, “non riuscivamo a collegarci, a volte sentivi a scatti oppure si chiudeva tutto e dovevi rientrare” dice qualcun altro.
E invece oggi, attorno a questo tavolo avvolti dal tepore di un sole autunnale, è tutto più facile e tra una risata e l’altra non ci accorgiamo del tempo che passa… e in un istante diventiamo Club 16:26.